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Storie dei prodotti

Maltempo: il devastante bilancio del settore ortofrutticolo

Maltempo: il devastante bilancio del settore ortofrutticolo

La violentissima, feroce ondata di maltempo, lo abbiamo visto in queste ultime settimane, ha reso ancora più evidente un fatto: dobbiamo fare i conti con il cambiamento climatico

Emilia Romagna, ma anche Toscana, Marche, Puglia e Sardegna sono state travolte da fenomeni atmosferici di forza e aggressività senza precedenti. A causa della progressiva tropicalizzazione del clima, che comporta sfasamenti stagionali e sbalzi termici, le coltivazioni sono in difficoltà. In particolar modo, a preoccupare maggiormente sono le manifestazioni violente ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.
Secondo un’analisi di Coldiretti sui dati
Eswd (European sever weather database), in un solo giorno si sono abbattute in Italia ben 19 tempeste di acqua, vento, pioggia e grandine, da Nord a Sud. Legambiente stima che nel solo periodo dal 2010 ad oggi (maggio 2023) si siano verificati ben 1.674 eventi estremi, uno ogni tre giorni; dato confermato anche dall’ONU, che ne registra ben 500 da inizio 2023 ad adesso.

In questi ultimi giorni si sta cominciando a valutare l’entità dei gravissimi danni che i fenomeni atmosferici hanno causato. Nemmeno questo è facile: i dissesti idrogeologici avvenuti hanno reso irraggiungibili i comuni più piccoli e le aziende agricole più isolate, rallentando le attività di soccorso e di recupero.

La biodiversità è in pericolo

Ad essere ulteriormente colpita è la biodiversità, compromettendo ulteriormente tantissime varietà di prodotti ortofrutticoli.
Appare ancora più drammatico in Romagna, dove tantissime colture sono state messe in ginocchio: intere produzioni, che sembravano essere state salvate dall’estinzione, sono state completamente cancellate. Il 42% della superficie agricola è stata soggetta ad eventi alluvionali e sono state coinvolte, secondo i dati della Regione, ben  il 29% delle aziende agricole da allagamenti ed il 19% da frane.

In occasione della Giornata Internazionale della Biodiversità, svoltasi il 22 maggio, Coldiretti ha sottolineato che, al momento, è sorta la “necessità di espiantare e poi reimpiantare quasi 15 milioni di piante tra pesche, nettarine, kiwi, albicocche, pere, susine, mele, kaki e ciliegi”. 

Tra le varietà più colpite si trovano le pesche e le nettarine di Romagna Igp; le albicocche Reale e Val Santerno di Imola ed infine le ciliegie di Cesena e le fragole di Romagna. Danni elevatissimi anche per il grano, in particolar modo nella varietà Senatore Cappelli, per un totale di circa 400 milioni di kg persi.  

A Vignola, luogo rinomato in tutta Europa per la sua varietà di ciliegie, i danni hanno colpito quasi interamente gli impianti scoperti, mentre in quelli coperti la percentuale si attesta sul 40%

Ma la situazione risulta grave anche in altre regioni, come ad esempio in Piemonte, dove a preoccupare sono le conseguenze della grandine sui castagneti e sui vitigni, soprattutto nel Torinese, dove quasi il 100% della produzione del vitigno Erbaluce è andata perduta.

Gravi i danni anche al Sud, soprattutto in Campania, Sicilia, Puglia e  Sardegna. In Campania, seconda regione per produzione di ciliegie, il 60% delle produzione è andato perduto a causa della pioggia mentre in Sicilia i forti venti e la cenere vulcanica hanno contribuito alla perdita di parte della produzione locale di frutta estiva, oltre ad agrumi ed ulivi. Molto colpita è stata anche la Puglia, dove, tra le precipitazioni di aprile e soprattutto quelle di maggio, la varietà di ciliegia Bigarreau è andata interamente distrutta.


Babaco Lover, continueremo ad informarci e ad informarti sulla situazione del settore ortofrutticolo e cercheremo di supportare i nostri produttori.


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