Rabarbaro nella #babacobox: ti raccontiamo tutto con Res Naturae

Quando si nomina la parola rabarbaro tutti fanno questa faccia. Sì, quella che vedi nella GIF.

Qual è la colpa di questo ortaggio? Quello di riportare alla mente le caramelle amarissime che i nonni nascondevano nelle tasche. Fermi tutti, noi ti porteremo a casa un’altra varietà di rabarbaro, quella dal gusto fresco.

Le caramelle hanno come ingrediente la radice della varietà di rabarbaro cinese.
Nella #babacobox troverai i gambi della varietà nordeuropea, tutti italiani.
Per scoprire tutto su questo prodotto, ancora sconosciuto, siamo andati a trovare Maria e Giovanni, i primi coltivatori in Italia di rabarbaro.
In Italia sì, ma dove? Nel posto ideale per la crescita di questo ortaggio: in Valsassina. La varietà di rabarbaro nordeuropeo adora i climi freddi e l’escursione termica. La temperatura più bassa della notte riesce a compensare il calore che la pianta assorbe di giorno.
Maria e Giovanni, i due under 30, che hanno trasformato un vivaio in un vero e proprio campo di rabarbari, mentre si prendono cura delle loro 200 piante senza l’utilizzo di diserbanti o concimi, possono ammirare il Monte Agrella e la Grigna. Abbiamo fatto un triliardo di foto. Te ne lasciamo una qui perché questo, Babaco Lover, è il nostro modo di portarti insieme a noi nei campi.
rabarbaro

Perché il rabarbaro è fuori dall’ordinario?

Nelle fotografie sei abituato a vedere il gambo del rabarbaro rosso. Quello che ti abbiamo portato a casa ha invece il gambo più verde ma non dovrai preoccuparti.
Giovanni ci ha detto: “non bisogna associare la qualità o la bontà del prodotto al colore rosso perché quel colore è dato dalla tecnica della “forzatura”, un metodo inventato nell’Inghilterra del ‘700 che priva le piante della luce e ne blocca la fotosintesi”.

Il rabarbaro di Res Naturae, invece, cresce grazie all’amore per la terra e agli studi fatti sul terreno e sulla pianta da parte dei due agronomi Maria e Giovanni. Da quando si sono conosciuti in università nel 2013, ne hanno fatta di strada insieme.

Ma quindi il rabarbaro che gusto ha?
Acidulo, ricorda quello di una mela verde o di una prugna, è inoltre freschissimo ed è super versatile in cucina, sia per i dolci che per il salato. Per dimostrarti che non stiamo mentendo puoi prendere il gambo del rabarbaro che hai trovato nella tua box e sgranocchiarlo.

Perché portiamo il rabarbaro a casa tua?

Perché una pianta commestibile così non poteva mancare nella lista della frutta e della verdura fuori dall’ordinario.
Abbiamo scelto il mese di maggio perché nel mese di aprile la pianta va in fioritura e le pannocchie (i fiori che si vedono sulla pianta) arrivano a superare addirittura 1 metro di altezza. Lo portiamo a casa tua, inoltre, per i valori che reggono l’azienda Res Naturae. 

l’uomo deve entrare in punta di piedi nell’ambiente naturale

Questa frase, pronunciata da Giovanni, riassume la filosofia di coltura che c’è dietro quei gambi di rabarbaro.
Le piante crescono senza concimi o diserbanti, non c’è nessun trattamento contro gli attacchi dei parassiti, neanche biologico perché l’obiettivo è quello di rispettare l’equilibrio della natura.
Una concezione dell’agricoltura fattibile, ci spiegano Maria e Giovanni, in ambienti dove non ci sono colture intensive o grandi aziende.

Equilibrio, natura, sostenibilità e conoscenza della terra sono gli unici additivi che i due giovani aggiungono alla coltivazione.
Questa scelta ha dei contro però: c’è una parte del prodotto nell’annata produttiva che si perde durante la crescita ma qualora dovesse esserci un problema sarà la natura stessa a rispondere con la soluzione.
Ecco perché lo portiamo a casa tua, per farti conoscere Maria e Giovanni,  il loro amore per la terra e il prodotto e per portare anche a Milano e hinterland un ortaggio che è difficile trovare tutti i giorni.

Come si gusta il rabarbaro?

Avrai sentito almeno una volta nella tua vita “ fai attenzione al rabarbaro, è velenoso”. Immaginaci così ora.

Il rabarbaro non è velenoso, te lo dice Maria, agronoma cresciuta con due maestri importanti: il padre, attento profumiere, e il maestro pasticcere, con il quale ha lavorato nelle lunghe estati siciliane.
Solo la foglia del rabarbaro contiene l’acido ossalico, sostanza responsabile dell’affaticamento dei reni, ma non viene venduta infatti non l’hai trovata nella #babacobox e per risultare velenosa dovresti mangiarne 2 kg al giorno per una settimana intera.
Mi dispiace, non possiamo aiutarti in questo!:)

Il gambo del rabarbaro, inoltre, non si sbuccia, ma è fibroso e Maria ci ha svelato il segreto per cucinarlo senza percepire la fibrosità del gambo. Il trucco è nel taglio: prima di cucinarlo dovrai tagliarlo in piccoli pezzi in modo tale che la fibra venga ridotta in piccoli pezzi.
La ricetta più semplice è una torta di rabarbaro. Per realizzarla dovrai seguire la stessa ricetta della torta di mela e sostituire questo frutto con il rabarbaro.
Sono anche famosissimi i gelati, i sorbetti e le confetture. Res Naturae le realizza… noi le abbiamo assaggiate e ormai non possiamo più farne a meno. La freschezza del rabarbaro si abbina benissimo anche a carni e pesci grassi. Potrai anche realizzare una salsa per accompagnare le grigliate estive.

Maria ci ha svelato un altro trucco di cottura: non aggiungere mai il sale, ma solo una noce piccolissima di burro o di zucchero. Questo trucco serve per bilanciare l’acidità del rabarbaro.
Anche i bambini vanno pazzi per il rabarbaro, il figlio di Maria e Giovanni ad esempio sgranocchiava i gambi interi mentre eravamo nel tempio del rabarbaro italiano.

Siamo curiosi di vedere le tue ricette con il rabarbaro, quindi puoi indossare il cappello da #babascief e farci vedere tutto su Instagram!