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Antispreco

Lo spreco alimentare nel mondo secondo la FAO

Lo spreco alimentare nel mondo secondo la FAO

Ehi, #babacolover! Sai che giorno è oggi? È il 29 settembre, un giorno importante per il futuro del cibo. Ricorre oggi infatti la Giornata internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari, istituita dalla FAO nel 2019. Un momento significativo, oseremmo dire fondamentale, per chi, come noi e come te, vuole fare qualcosa di concreto per contrastare questo problema.
Alt! Prima di poter parlare dei dati attuali, è necessario darti qualche ulteriore definizione.

Non preoccuparti, non vogliamo fare una lezione da banco di scuola ma solo spiegarti meglio che cosa significhi spreco alimentare. 

Spreco alimentare e perdita alimentare: gemelli diversi

Forse non lo sapevi, ma dire perdita alimentare o spreco alimentare non è la stessa cosa. 

La FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, ha fatto una precisazione molto chiara in merito: esistono due ‘gemelli diversi’, il food waste (spreco alimentare) e il food loss (perdita alimentare)

Quell’aria confusa ci dice che non ti è chiarissima la differenza e ti stai domandando: ma non sono la stessa cosa? A dire il vero… no.

A renderli differenti è il momento in cui gli alimenti si deteriorano nella filiera alimentare: la perdita alimentare è <<la diminuzione della quantità o qualità di alimenti dovuta a decisioni e azioni dei fornitori di prodotti alimentari (ad esempio prima o durante la produzione o la lavorazione)>>, mentre lo spreco è <<la diminuzione della quantità o qualità di alimenti dovuta a decisioni e azioni dei venditori al dettaglio, dei fornitori di servizi di ristorazione e dei consumatori>>

Definizioni un pochino noiose, lo ammettiamo, ma che ci segnalano come questo problema sia molto più sfaccettato e complesso di quanto sembri. Insomma, tutto fa spreco.

Per semplificare tutto quello che ti abbiamo appena raccontato, si utilizza il termine FWL (Food and Waste Loss).

Le cause dirette e indirette dello spreco e della perdita alimentare 

Come nasce la FWL? I fattori possono essere tanti, complessi e tutti collegati tra loro. 

La perdita alimentare, che agisce a livello di fornitori e produttori, può essere causata da tempi di raccolta non corretti, condizioni climatiche avverse (come abbiamo visto anche quest’anno con il maltempo), conservazione errata, logistica, packaging inadatto, trasporto. Insomma, il cibo viene sprecato, per prima cosa, anche all’origine e per i più disparati motivi.

Lo spreco alimentare, invece, dipende dai venditori e dai consumatori: è qui che possiamo, insieme, fare la differenza. In questo caso, infatti, a giocare un ruolo importante sono la data di scadenza a breve termine, le imperfezioni estetiche (ad esempio, di colore, forma o dimensione). Insomma, tutto ciò che rende un prodotto perfettamente unico. 

Nel caso dello spreco domestico, il più frequente, basta una mancata oppure errata pianificazione alimentare o la classica confusione tra data di consumo e data di scadenza. Quante volte ti è capitato di gettare via cibo dal frigo per una banale disattenzione? Da oggi siamo sicuri che non ti capiterà più.  

I dati dell’ultimo anno 

Ti sei mai chiest*, #babacolover, quanto ampio sia il problema? Ti proponiamo qualche dato di esempio, giusto per darti un quadro ancora più preciso della situazione.

Nel 2022, la FAO ha riportato alcuni dati globali piuttosto drammatici. Il 14% del cibo viene perso prima della commercializzazione mentre il 17%, pari a 931 milioni di tonnellate, viene sprecato dai consumatori e/o retail. 

Se parliamo in termini economici, il totale è di 400 miliardi di dollari. Una cifra spaventosa, vero? Probabilmente stai pensando ad una montagna di monete come nel deposito di zio Paperone: in effetti non sarebbe lontano dal vero.

Chi spreca di più? Al primo posto, in pole position, ci sono le famiglie (61%), seguite dai servizi di ristorazione (26%) ed infine la vendita al dettaglio (13%). Per questo è importante che nelle famiglie si diventi più consapevoli e sensibili verso il problema.

Le conseguenze del problema non si limitano al consumo ma si riflettono anche sulla produzione: il 28% dei terreni coltivati producono cibo che andrà sprecato. Insomma, tanto terreno per nulla.

E il futuro? Il futuro ci riserverà delle sorprese: non possiamo prevederlo - avremmo bisogno di una sfera magica - ma intanto guardiamo avanti verso l’obiettivo 12.5 dell’Agenda 2030 che prevede di dimezzare i kg di cibo sprecati pro-capite (attualmente pari a 74 kg).

Per questo, quando apri con entusiasmo la tua #babacobox, sai che stai facendo un passo avanti nella giusta direzione, contribuendo, nel tuo piccolo, a cambiare le cose, un prodotto alla volta. Ogni piccolo gesto è un buon inizio: less waste, more Babaco!

Fonti:

Stop Food Loss Waste.org

United Nations.org

FAO.org

Europa.eu

UNEP.org

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